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Rudiae
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mwdgmwdwRudiae (in mweagreco antico Ῥοδίαι, in mweqitaliano mwegRugge, in mwewsalentino mwfaRusce [ˈruʃe]) è un'antica città mwfgmessapica, posta nell'area di influenza della mwfwcolonia mwgaspartana di mwgqTaranto. Il centro è noto soprattutto per aver dato i natali allo scrittore latino mwggQuinto Ennio e al patrono di Lecce mwgwSant'Oronzo. Viene generalmente identificata con i resti archeologici situati nel comune di mwhaLecce, lungo la strada per mwhqSan Pietro in Lama.
Contents
• Note
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Fonti antiche
• mwlgPlinio il Vecchiocite-ref-2[2], la elenca prima di mwmwmwnaGnatia nella descrizione del territorio dei Pediculi (mwnqager Pediculorum), confinante con Brindisi.
• mwnwPomponio Melacite-ref-3[3], enumerando le città pugliesi, la cita, dopo mwpaBari e mwpqEgnazia (mwpgGnatia) e prima di mwpwBrindisi, come "nobile" per avuto Ennio come cittadino.
• mwsaOvidio in un verso della mwsqmwsgArs Amatoria cita Ennio come "nato sui monti calabri"cite-ref-5[5].
• mwuaSilio Italicocite-ref-6[6], parlando di mwvqEnnio lo dice discendente del re Messapo (mwvg"antiqua Messapi ab origine regis") e nato nell'antica mwvwRudiae, ai suoi tempi memorabile solo per il nome del suo celebre figlio ("mwwahispida tellus miserunt Calabri: Rudiae genuere uetustae, nunc Rudiae solo memorabile nomen alumno").
Resti archeologici
mwwwRudiae è identificata con i resti archeologici rinvenuti nella prima periferia di Lecce, a circa 3 chilometri dal centro abitato, in direzione sud-ovestcite-ref-7[7]. Una menzione di mwyaRudiae come collocata presso mwyqmwygLupiae, l'antica Lecce si ha in un resoconto di mwywepoca normannacite-ref-8[8]. Successivamente, nel mwaaXVI secolo, l'umanista mwaqAntonio De Ferrariis detto il Galateo avanzò per primo l'ipotesi di identificare la patria di Ennio con la località di mwagRusce, ipotesi poi accettata dallo storico ed epigrafista mwawTheodor Mommsencite-ref-9[9].
Secondo un'ipotesi oggi superata dall'evoluzione degli studi archeologici e storiografici, il sito di mwcqRusce era stato primariamente considerato un sobborgo dell'antica mwcgLupiae, a sua volta caratterizzata da insediamenti umani sparsi "a macchia di leopardo" sul territoriocite-ref-10[10].
Nel sito sono visibili le tracce di un mweaanfiteatro, una necropoli e due cinte murarie in blocchi di pietra calcarenitica (mweqtufo). A giudicare dall'estensione della cinta muraria si conta che l'intera area vanti un'estensione di circa 100 ettari, il doppio delle dimensioni che raggiunse la vicina mwegLupiae nel periodo romano.
I materiali rinvenuti ne attestano la frequentazione già a partire dal mwfaIX-mwfqVIII secolo a.C. e la nascita di un insediamento di una certa importanza tra la fine del mwfgVI e il mwfwIII secolo a.C. Successivamente la città perse di importanza e già nel mwgaI secolo d.C. - secondo la testimonianza di Silio Italico - era ridotta a un modesto villaggio, in coincidenza del progressivo affermarsi di Lupiae, che proprio in quel periodo (tra I e mwgqII secolo) si dotava di un mwgganfiteatro e di un mwgwteatro.
Altre ipotesi di collocazione geografica
Nonostante oggi sia quasi unanimemente accettata l'identificazione della patria di Ennio con i resti della città sita vicino a Lecce, sono state proposte anche altre ipotesi.
Secondo alcune fonti antiche mwhwRudiae era collocata sui "monti calabri" (Ovidio), ossia sulle mwiaMurge, e a nord di mwiqBrindisi (Pomponio Mela e Plinio il Vecchio). A ciò si aggiungeva la testimonianza di mwigAulo Gellio, secondo cui Ennio si definiva di cultura latina, greca e osca (non citando quindi la cultura messapica)cite-ref-11[11]. Ennio stesso tuttavia in un passo citato dal grammatico mwjwServio, si vanta di discendere dal re mwkaMessapus (mwkqMessapo), mwkgeponimo della Messapia e dei Messapicite-ref-12[12].
Si riportano di seguito le ipotesi di collocazione della città alternative a quella predominante:
Tra Brindisi e Taranto
• Nel mwmw1590 in una carta geografica del mwnaSalento opera del mwnqcartografo mwngfiammingo mwnwGerard Kremer (e firmata mwoaper Gerardum Mercatorem)cite-ref-13[13] l'antica mwpqRudiae era indicata tra mwpgVilla Castelli e mwpwGrottaglie.
• A fine Ottocento il latinista mwtqEnrico Cocchia ipotizzava l'esistenza di due città chiamate mwtgRudiae, l'una nelle vicinanze di Lecce, l'altra nel retroterra di Taranto (circa a metà strada tra Taranto e Oria) ove pure sarebbe attestato un toponimo mwtwRusce associato a certe antiche rovine; quest'ultima località costituirebbe la vera patria di Enniocite-ref-15[15].
• Negli mwvqanni trenta del Novecento, mwvgFrancesco Ribezzo ipotizzava mwvwRudiae collocata nel territorio del comune di mwwaFrancavilla Fontanacite-ref-16[16], mentre mwxqCiro Cafforio nello stesso periodo, ne proponeva la collocazione a poca distanza, al confine tra la mwxgprovincia di Taranto e la mwxwprovincia di Brindisi (località di mwyaPezza Petrosa nel comune Villa Castellicite-ref-17[17]), e il soprintendente agli scavi archeologici in Puglia, Ciro Drago, la poneva nell'area tra Villa Castelli, Grottaglie e Francavilla Fontanacite-ref-18[18]. L'area delle ricerche archeologiche si estende dalla Masseria dell'Aglio fino a poche centinaia di metri dalla città di Oria. Già dal mw0qXVII secolo, infatti, si afferma che nella zona in questione furono scoperte statue, vasi e sepolture e che, in particolare, fu scoperta una lapide marmorea recante la scritta "mw0gRUDIAE MINERVAE DICAT...", regalata successivamente al vescovo di Oria Alessandro Maria Kalefati ed ancora conservata presso alcuni suoi discendenti.cite-ref-19[19] Ad avvalorare la tesi dell'esistenza di una Rudiae nel territorio francavillese, inoltre, vi sono i toponimi di due contrade esistenti già nel seicento: mw1wRodia grande e mw2aRodia piccola.cite-ref-20[20]
• Secondo uno studio degli mw3ganni quaranta, il toponimo mw3wRudiae sarebbe derivato dalla parola mw4agreco-dorica mw4qPhrouron, con il significato di "avamposto militare", e durante il periodo di colonizzazione greca del Salento sarebbero state fondati diversi insediamenti con questo nome, che avrebbero avuto come capitale mw4gTaranto; secondo tale ipotesi potrebbero essere esistite più città chiamate mw4wRudiaecite-ref-21[21].
• Negli mw6qanni sessanta mw6gRudiae fu ancora identificata con mw6wCeglie Messapicacite-ref-22[22], che di solito è considerata piuttosto essere la città di mw8aCaelium, e negli mw8qanni settanta presso Grottagliecite-ref-23[23].
• Nel nuovo millennio è stata riproposta l'identificazione con mw9wPezza Petrosa a mw-aVilla Castellicite-ref-24[24]
Tra Brindisi e Bari
• Altre ricerche del mwaqaXIX secolo sono concordi nel situare la città sulla costa pugliese mwaqeadriatica: nel mwaqi1851 il mwaqmnumismatico mwaqqVincenzo Andriani la ipotizzava nel territorio di mwaquCarovignocite-ref-25[25], mentre nel mwaqo1884 fu proposta una collocazione a pochi metri dalla cinta muraria medievale della città di mwaqsOstunicite-ref-26[26].
• Si è anche ipotizzata la collocazione di mwareRudiae presso un altro sito archeologico nel territorio di mwariCisternino in mwarmValle d'Itriacite-ref-27[27], che viene di solito considerata coincidere con l'antica città romana di mwargSturnium.
Note
cite-note-11. ↑ mwar8Strabone, mwasaΓεωγραφικά, VI.3.5-6 (mwasetraduzione in inglese sul sito mwasiPerseus project).
cite-note-22. ↑ Plinio, mwasymwascNaturalis Historia, III,102 (mwasgtesto su la.wikisource).
cite-note-33. ↑ Pomponio Mela. mwaswDe chorographia, II, 59 (mwas0testo latino sul sito mwas4The Latin Library). Рудии, город в Апулии между Венувией и Брундизием, родина поэта Энния PM, Mela, Sil.
cite-note-44. ↑ M. Lombardo (a cura di), mwatiI Messapi e la Messapia nelle fonti letterarie greche e latine, Galatina 1992 ISBN 88-7786-559-8
cite-note-55. ↑ Ovidio, mwatcmwatgArs Amatoria, III, 409 (mwatktesto il latino sul sito TheLatinLibrary).
cite-note-77. ↑ E. Ciaceri, mwauiStoria della Magna Grecia, I, 1928, p. 108. M. Bernardini, mwaumLa Rudiae Salentina, 1955; O. Parlangeli, in mwauqStudi Messapici, 1960, p. 153; E. Greco, mwauuMagna Grecia (mwauyGuide archeologiche Laterza), Bari 1980, pp. 217-218; M. Lombardo, "Lecce romana: le fonti letterarie", in F. D'Andria (a cura di), mwaucLecce romana e il suo teatro, mwaugMario Congedo editore, 1999, p. 142 ISBN 88-8086-282-0 ).
cite-note-88. ↑ Guidone, mwau0Geographica, 28 (l'autore è considerato dimostrare una conoscenza diretta della Puglia dell'epoca: cfr. M. Lombardo, "Lecce romana: le fonti letterarie", in F. D'Andria (a cura di), mwau4Lecce romana e il suo teatro, Mario Congedo editore, 1999, p. 142 ISBN 88-8086-282-0 ).
cite-note-99. ↑ mwavmM. Gervasio, mwavqEnnio in Japigia, 1933.
cite-note-1010. ↑ Questa ipotesi risale agli mwavganni trenta Guglielmo Paladini, mwavkStudi e memorie storiche sull'antica Lupiae o Sibari del Salento, La Modernissima, Lecce 1932; Francesco Colaci, mwavoCenni storici e topografici sulla scoperta della città di Lupiae del Salento, studio condotto per incarico del Ministero della educazione nazionale. La porta di mwavsLecce, ricostruita nel mwavwXVIII secolo (Mario Manieri-Elia, Maurizio Calvesi, mwav0Architettura barocca a Lecce e in terra di Puglia, C. Bestetti edizioni d'arte, Roma 1974) sui ruderi della porta più antica e situata in direzione di San Pietro in Lama, ha ricevuto il nome di "mwav4porta Rudiae", mentre negli anni '30 era chiamata "mwav8porta Lupiae", in seguito all'errata identificazione del sito archeologico di mwawaRusce con un sobborgo di tale città.
cite-note-1111. ↑ mwawqQuintus Ennius tria corda habere sese dicebat, quod loqui Graece et Osce et Latine sciret ("Quinto Ennio diceve di avere tre cuori in quanto parlava greco, osco e latino"): mwawuAulo Gellio, mwawyNoctes Atticae 17.17.
cite-note-1212. ↑ mwawoQuinto Ennio, Annali (libri IX–XVIII). Commentari. Volume IV. Napoli: Liguori Editore, pag. 316 ss.: mwaws"Ab hoc (Messapo) mwawwEnnius dicit se originem ducere" Servio, libro VII, 691
cite-note-1313. ↑ L. Morleo, mwaxaBreve storia di Villa Castelli, Tipografia Salinaro, Francavilla Fontana 1997.
cite-note-1414. ↑ Abate Domenico Romanelli, mwaxqAntica topografia istorica del mwaxuRegno di Napoli, Stamperia Reale, mwaxyNapoli, 1819
cite-note-1515. ↑ mwaxomwaxsmwaxwRivista di filologia e d'istruzione classica, vol.mwax0 13, 1884, p.mwax4 33.
cite-note-1616. ↑ Francesco Ribezzo, mwayiRudiae Paucetica, Napoli 1938.
cite-note-1717. ↑ C. Cafforio, mwayyPreistoria di Rudia tarentina, Taranto 1938. L'ipotesi è stata ripresa anche recentemente: P. Scialpi, mwaycI Mormidoni e Villa Castelli, Edizioni Pugliesi, 2005 ISBN 88-8348-040-6. A Villa Castelli sono stati condotti recentemente scavi archeologici: G. A. Maruggi, mwaykPezza Petrosa, archeologia a Villa Castelli (Ministero per i beni culturali e ambientali, Soprintendenza archeologica della Puglia, Comune di Villa Castelli) Artigrafiche Pugliesi, Martina Franca 1992.
cite-note-1818. ↑ Ciro Drago, mway0Contributo alla carta archeologica della Puglia, Taranto 1933; Francesco Colaci mway4Cenni storici e topografici sulla scoperta della città di Lupiae o Sibari del Salento, La Modernissima, Lecce 1933 (lo studio venne condotto per incarico del Ministero della educazione nazionale) ; Ciro Drago, ''Real museo nazionale di Taranto'', Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1940 (studio condotto sotto l'egida del Consiglio nazionale delle accademie e del Ministero dell'educazione nazionale); Ciro Drago, ''Ellenismo e romanità della Puglia'', Tipografia Pappacena, Taranto 1941; Ciro Drago (a cura di), ''Italia'' (15), ''Corpus vasorum antiquorum'') (Consiglio nazionale delle accademie e Ministero della Educazione Nazionale), Libreria dello Stato, Roma 1940.
cite-note-1919. ↑ mwaziPietro Palumbo, mwazmStoria di Francavilla Fontana, Arnaldo Forni Editore, 1901, p.mwazq 8.
cite-note-2020. ↑ mwazkPrimaldo Coco, mwazoFrancavilla Fontana nella luce della storia, Congedo Editore, 1988, p.mwazs 23.
cite-note-2121. ↑ Coco Primaldo, mwaaaTaranto greca, E. Cressati, Noci 1947.
cite-note-2222. ↑ G.Magno, mwaaqStoria di Ceglie Messapica, N. Schena, Fasano 1967
cite-note-2323. ↑ S. De Vitis, mwaagArcheologia Medioevale a Grottaglie. La lama dei Pensieri, Grottaglie 1988; A. Fornaro, mwaakRicerche archeologiche nella gravina di Grottaglie, 1976.
cite-note-2424. ↑ P. Scialpi, I Mirmidoni e Villa Castelli, Edizioni Pugliesi, 2003 e nuovamente P. Scialpi, Il parco archeologico di Pezza Petrosa a Villa Castelli, ed. Pugliesi, Martina Franca 2011.
cite-note-2525. ↑ Vincenzo Andriani, mwabaDell'antica città di Rudia. Ricerche Napoli 1851.
cite-note-2626. ↑ Francesco Tamborrino, mwabqIllustrazioni al problema sulla patria di Quinto Ennio, Ostuni 1884
cite-note-2727. ↑ P. Quirico, mwabgIl piantone del Re dei Re. Cisternino di Don Bosco. Rudia, patria di Q. Ennio, Grafischena, Fasano 1977. Tale ipotesi è stata recentemente riproposta, sulla base di ipotesi di natura mwabkglottologica e su alcuni elementi archeologici, in un volume stampato in proprio attraverso editoria elettronica in vendita solo su internet (mwaboinformazioni sul volume mwabsArchiviatomwabw il 4 marzo 2008 in mwab0Internet Archivemwab4.). L'ipotesi fa riferimento ad un lavoro realizzato ai primi del Novecento che è stato pubblicato postumo in un volume stampato attraverso editoria elettronica: E, M ed A. Pozio, mwacaLa Rudiae di Quinto Ennio, storia di una patria ritrovata. Ed. Lulu ISBN 0-342-72257-3.
Voci correlate